“Le note sono come le persone. Devi alzarti e salutarle una a una”
(Wayne Shorter)
…Il 1964 fu una svolta per il Shorter; non solo perché lasciò i Jazz Messengers del batterista Art Blakey, ma anche perché arrivò alla Blue Note, un’importantissima etichetta discografica con la quale Shorter diede vita a tre dischi divenuti poi pietre miliari della musica jazz: “Night Dreamer”, “Juju” e “Speak No Evil”. In questi dischi è evidente la carica emotiva e l’intimità che Shorter voleva trasmettere al pubblico; i tratti identificativi della “nuova” scrittura shorteriana saranno le relazioni di terza, i vamp, i pedali e le pentatoniche.
La musica di WAYNE SHORTER negli anni Blue Note
Daniele Manciocchi – Sax Tenore, Soprano Alessandro Bonanno - Pianoforte Lorenzo Mancini – Contrabbasso Luigi Latini – Batteria
Auditorium Romina Trenta Casa delle Culture e della Musica – Velletri Sabato 21 marzo 2026 ore 21:00 MEDITERRANIMA GIANLUCA VERRENGIA chitarra flamenca DANIELE MANCIOCCHIfisarmonica LORENZO MANCINIcontrabbasso SIMONE TALONE percussioni
Associazione culturale Colle Ionci FondArc Ingresso 10 euro Prenotazioni: tel. e whatsapp 371.1508883 colleionci@gmail.com
21 febbraio 2026 ore 18:00 DANIEL NEMOV clavicembalo da Ch. Vater
Genzano di Roma Sala delle Armi – Palazzo Sforza-Cesarini G. M. Trabaci (1575-1647)
Io mi son giovinetto
Ricercata dell’ottavo tono con tre fughe
G. Strozzi (1615-1687)
Gagliarda Prima
Toccata Seconda
B. Pasquini (1637-1710)
Toccata dell’ottavo tono
J. P. Sweelinck (1562-1621)
Mein junges Leben hat ein End
J. Froberger (1616-1667)
da Suite no. 9 in g-moll Courante
J. S. Bach (1685-1750)
da Partita no. 1 in B-dur Sarabande
J.-H. D’Anglebert (1629-1691)
Suite no.1 in Sol Prélude, Allemande, Troisième Courante, Sarabande Gigue, Menuet, Chaconne de Phaeton
A. Forquray (1672-1745)
La Marella
Ingresso 10/12€ PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (anche via whatsapp) al 339.27.48.814 o via email: amkarljenkins@gmail.com
COMUNE DI GENZANO DI ROMA ASSOCIAZIONE COLLE IONCI AMKJ
It is a great pleasure for me to present these two piano recitals, entrusted to Jorge Juarez Alvarez and Ruben Micieli, doctoral candidates in the “Italian Piano Music” PhD program at the Rovigo Conservatory. This is a project dedicated to studying and promoting a musical heritage of extraordinary richness—one that has too long remained on the margins of the concert repertoire—through rediscovery, in-depth analysis, and sharing with the public.
The Casa delle Culture e della Musica in Velletri, in collaboration with the Associazione Colle Ionci, provides an ideal setting for this meeting of research, interpretation, and history. It is further enriched by the presence of the 1879 Érard piano owned by Giancarlo Tammaro. This is not merely a historical instrument but a true “voice” from the past, capable of delivering colors, timbral balances, and articulations deeply aligned with the Italian piano language of the second half of the 19th century.
The works by Giulio Ricordi, Giovanni Sgambati, Adolfo Fumagalli, and Stefano Golinelli at the heart of these programs naturally dialogue with this instrument and the venue hosting them. These are pages composed in an era when the Érard piano was a fundamental reference for composers and performers: an instrument with transparent yet profound sound, able to support songfulness, formal clarity, and elegant phrasing—core elements of the Italian piano tradition.
In this context, the recital becomes not just a concert event but a historically informed listening experience, where musicological research translates into living, communicative sound. The work of Jorge Juarez and Ruben Micieli shows how new generations of pianists can become conscious interpreters of a tradition deserving rediscovery and sharing, with rigor, curiosity, and passion.
These concerts fully embody the spirit of “Piano Italiano” and the Associazione Mendelssohn’s activities: creating opportunities where study, historical heritage, and artistic practice converge, offering the public not only great performers but also new keys to listening and understanding our musical history.
Roberto Prosseda
Artistic Director, Associazione Mendelssohn – Piano Italiano www.pianoitaliano.it
È per me un grande piacere presentare questi due recital pianistici, affidati a Jorge Juarez Alvarez e Ruben Micieli, dottorandi del Dottorato di ricerca “Musica Pianistica Italiana” del Conservatorio di Rovigo: un progetto di studio e valorizzazione che nasce con l’obiettivo di riscoprire, approfondire e restituire al pubblico un patrimonio musicale di straordinaria ricchezza, troppo a lungo rimasto ai margini del repertorio concertistico.
La Casa delle Culture e della Musica di Velletri, grazie alla collaborazione con l’Associazione Colle Ionci, offre un contesto ideale per questo incontro tra ricerca, interpretazione e storia, ulteriormente impreziosito dalla presenza del pianoforte Érard del 1879 appartenente a Giancarlo Tammaro. Non si tratta semplicemente di uno strumento storico, ma di una vera e propria “voce” del passato, capace di restituire colori, equilibri timbrici e articolazioni profondamente coerenti con il linguaggio pianistico italiano della seconda metà dell’Ottocento.
Le musiche di Giulio Ricordi, Giovanni Sgambati, Adolfo Fumagalli e Stefano Golinelli, al centro dei programmi proposti, dialogano in modo naturale con questo strumento e con il luogo che le accoglie. Sono pagine nate in un’epoca in cui il pianoforte Érard rappresentava un riferimento fondamentale per compositori e interpreti: un pianoforte dal suono trasparente ma profondo, capace di sostenere il canto, la chiarezza formale e l’eleganza del fraseggio, elementi centrali della tradizione pianistica italiana.
In questo contesto, il recital diventa non solo un evento concertistico, ma un’esperienza di ascolto storicamente informata, in cui la ricerca musicologica si traduce in gesto sonoro vivo e comunicativo. Il lavoro di Jorge Juarez e Ruben Micieli testimonia come le nuove generazioni di pianisti possano farsi interpreti consapevoli di una tradizione che merita di essere riscoperta e condivisa, con rigore, curiosità e passione.
Questi concerti si inseriscono pienamente nello spirito del “Piano Italiano” e dell’attività dell’Associazione Mendelssohn: creare occasioni in cui studio, patrimonio storico e pratica artistica si incontrano, offrendo al pubblico non solo grandi interpreti, ma anche nuove chiavi di ascolto e di comprensione della nostra storia musicale.
Roberto Prosseda
Direttore Artistico, Associazione Mendelssohn – Piano Italiano
Il “suono” di Liszt a Villa d’Este “Preludio alla XIV Edizione – 2026”
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15 Febbraio 2026 domenica ore 11,15 (*) “ Piano Italiano ” in collaborazione con Associazione Mendelssohn musiche di Giulio Ricordi e Giovanni Sgambati al pianoforte Jorge Juarez Alvarez voce recitante Lucia Ricalzone
15 Marzo 2026 domenica ore 11,15 (**) “Da un giovane Grieg a un maturo Brahms” con un omaggio in anteprima a Beethoven per il bicentenario al violino Alexandra Chepurenko al pianoforte Olga Zdorenko
19 Aprile 2026 domenica ore 11,15 (*) “ Piano Italiano ” in collaborazione con Associazione Mendelssohn musiche di Stefano Golinelli e Adolfo Fumagalli Ruben Micieli al pianoforte Erard identico a quelli degli autori in programma
17 Maggio 2026 domenica ore 11,15 (**) I concerti per strumento solista e orchestra musiche di W.A.Mozart e L.Van Beethoven al pianoforte Filippo Tenisci Sebastian Zagameviolino orch. “Gli Archi del CDM” di Tivoli, direttore Federico Biscione
7 Giugno 2026 domenica ore 11,15 (**) “La sonata per violino e pianoforte dal barocco a Beethoven musiche di Haendel, Mozart e Beethoven al violino Alessandro Marini al pianoforte Silvia D’Augello
Auditorium “Romina Trenta” della Casa delle Culture e della Musica (ex Convento del Carmine) piazza Trento e Trieste – Velletri (Roma) Concerti sul pianoforte Erard del 1879
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(*) Ingresso 10 euro
(**) Ingresso ad offerta libera
Prenotazioni tel e WhatsApp 3711508883
mail colleionci@gmail.com
STEFANO GOLINELLI (1818-1891) Dalla raccolta “Dolori ed allegrezze”
A te vicino! Illusione Tempesta Infausto annunzio Solo
GIANCARLO SIMONACCI (1948) Variazioni su “Mai vi har” Due canti siciliani
GIUSEPPE MARTUCCI (1859-1909) Notturno in sol bemolle maggiore Op. 70 Tarantella Op. 6
Francesco Carletti nasce a Fiuggi nel 1988. Si forma sotto la guida del M° Giancarlo Simonacci presso i Conservatori “Licinio Refice” di Frosinone e “Santa Cecilia” di Roma, dove si diploma con lode nel 2010. Nello stesso anno ottiene dalla Confederazione Svizzera una borsa di studio che gli consente di perfezionarsi presso l’Accademia di Musica di Basilea con il M° Filippo Gamba, conseguendo il Master in esecuzione solistica e cameristica (2013) e il Master in pedagogia musicale (2016). Alla sua crescita musicale contribuiscono anche le lezioni e le masterclass con i Maestri Cristofer Giorgilli, Homero Francesch, Michael Levinas, Kyoko Hashimoto e Riccardo Risaliti. Premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali, riceve il premio “Via Vittoria” per i migliori diplomati del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, consegnatogli dal M° Ennio Morricone (2010); il II Premio “A. Casella” al concorso pianistico nazionale Premio Venezia (2011); il III premio al Concorso Pianistico Internazionale di Rodi (Grecia), presieduto dal M° Andrzej Jasiński (2012); e il “Premio Schumann” al concorso internazionale Grand Prix Animato di Parigi (2012). Come solista e camerista si è esibito in prestigiose sedi concertistiche, tra cui il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Olimpico di Vicenza (per Vicenza Jazz diretto dal M° Alexander Lonquich), l’Ateneo Veneto, la Sala del Liviano di Padova per gli Amici della Musica, il Festival di Portogruaro (L’estate d’inverno), gli Amici della Musica di Mogliano Veneto, la Società del Quartetto di Verona, il Teatro Palladium di Roma per Roma Tre Orchestra, la Salle Cortot di Parigi e lo Stadtcasino di Basilea. Ha inciso la musica per pianoforte e archi di Viktor Kalabis per l’etichetta Classical Crossover (2018) e, insieme a Francesco Negro, l’integrale pianistica di Giancarlo Simonacci per Da Vinci Publishing (2023). Attualmente, conduce un dottorato di ricerca presso il Conservatorio di Rovigo in Musica Pianistica Italiana, con un progetto inerente la figura di Stefano Golinelli.
Le sonate di Unia e di Rossaro sono state registrate in prima mondiale nel mese di giugno del 2025 nell’ ambito del Dottorato di Musica Pianistica Italiana del Conservatorio di Rovigo.
Forse a taluni potrà sembrare laudativo parlare di capolavori, ma a chi ha svolto da tempo una paziente ricerca sul repertorio dell’Ottocento strumentale italiano è chiara la sensazione che, in mezzo a tanta produzione corriva, si possano incontrare veri e propri gioielli della letteratura pianistica. Non diversamente si possono definire brani dai quali traspaiono slancio, poesia ed ottima conoscenza della tecnica compositiva delle forme classico-romantiche provenienti d’ Oltralpe. E’ forse venuto il momento di prendere atto che con l’Unità d’ Italia la grande volontà di riscatto e di aggiornamento dei compositori della Nuova Italia, favorito dalle vivaci dinamiche editoriali di Ricordi e Lucca,diede luogo a risultati artistici certamente significativi. Certo il ricercatore musicale dovrebbe avere la pazienza di indagare le opere anche sul piano sonoro, di suonarle privatamente e pubblicamente in vari contesti, e di non limitarsi ad una semplice lettura analitica a tavolino. Il ricercatore dovrebbe cercare di capire in quali opere la volontà del compositore non si sia limitata a compiacere la sua clientela, e accentrare la sua attenzione su quei brani dove egli si è appellato più al giudizio della Storia, assumendo un rischio di mercato pur di attendere ad un esito corrispondente più alti ideali, come già suggeriva Giuseppe Mazzini nella sua “Filosofia della Musica”, del 1836.
In questo senso la figura di Carlo Rossaro è emblematica dell’artista romantico italiano, di comprovata fede mazziniana, che affida all’arte compiti morali ed educativi. La Sonata “ A Wagner”, del 1876, può essere considerata il testamento spirituale del maestro piemontese, nato a Crescentino nel 1827. Vincitrice del primo premio al concorso di Firenze intitolato all’ inventore del pianoforte Bartolomeo Cristofori, la sonata rispecchia in modo autobiografico le tappe dell’ artista romantico italiano, il suo tormento e l’ estasi. Da una parte risuona la coscienza di di sentirsi alla guida del rinnovamento spirituale della Nuova Italia e dall’altra il presentimento di poter morire incompresi davanti all’opera incompiuta. E purtroppo il Rossaro morì pochi mesi dopo aver composto questa sonata, pubblicata postuma, e non poté così cogliere i frutti dei suoi importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Anche la “Grande Sonata Appassionata “di Giuseppe Unia, pianista di corte di Casa Savoia, scritta nel 1863, dimostra pienamente il desiderio di emulazione dei modelli austro-tedeschi, a partire da Beethoven e Schubert, di cui viene utilizzato il Lied “ Aufenthalt” come materiale tematico di partenza. Altri modelli si possono ravvisare nella Wanderer-Fantasie di Schubert, nel virtuosismo degli Studi op. 15 di Stefano Golinelli, al quale la sonata è dedicata, e nelle sonate beethoveniane del primo periodo. A testimonianza della sua importanza, l’ opera è presente nel Catalogo Ricordi 1875 come unica sonata di compositore italiano del periodo postunitario.
La sonata numero 6 op. 70 di Alessandro Longo è un esempio significativo dell’importante contributo culturale che la scuola napoletana diede alla formazione della tradizione pianistica italiana. Seppur scritta nel 1912, rivela tutto il suo debito con il vocabolario dei gesti pianistici romantici di Schumann e Chopin che il Longo, grande didatta, insegnava quotidianamente a quei pianisti che fecero grande la scuola pianistica napoletana nel mondo. Tuttavia ciò che ci sorprende, e cattura, è una vena melodica fresca, un’ espressività autentica, dove l’ emulazione formale dei modelli linguistici stranieri non comporta la pedissequa imitazione dei suoi correlati psicologici, ma si bagna di una dolce atmosfera partenopea. Inoltre la scrittura pianistica di Longo, saggia come poteva essere quella di un didatta di grande intuito, non affatica mai la mano, ma la invita con naturalezza ad audaci passaggi virtuosistici.
Rete per la solidarietà e i diritti: chi siamo e perché
Siamo un gruppo di associazioni, comitati e cittadine/i che da anni operano a Velletri in vari ambiti, perseguendo obiettivi sociali, civili, culturali, etici e scientifici. Lo facciamo con spirito di partecipazione, in modo solidale e aperto, senza fini di lucro e contando quasi esclusivamente sul volontariato.
I tragici eventi in Medio Oriente, dove uno degli eserciti più forti e ricchi al mondo sta causando il genocidio di un intero popolo, scuotono le coscienze al di là di ogni appartenenza. Anche l’associazionismo, indispensabile per la convivenza civile di ogni società, a Gaza è stato annientato. Una violenza che pesa sul futuro delle nuove generazioni, lasciando come eredità solo vendetta, odio e dolore.
Come Rete vogliamo informare e coinvolgere la comunità locale attraverso iniziative diverse e inclusive, convinti che il volontariato possa trovare le parole giuste per raccontare, coltivando rispetto e umanità anche quando sembra impossibile. Per questo abbiamo scelto le parole “Velletri per la Pace” e “Rete per la solidarietà e i diritti”.
Nel nostro logo compare un dettaglio della Guernica di Picasso, manifesto universale contro ogni guerra, senza distinzioni di fede, colore o ideologia, che ci unisce nel dolore più profondo. Siamo un gruppo aperto a chiunque voglia condividere questo spirito e contribuire con il proprio impegno.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791) Sonata per violino e pianoforte n. 21 in mi minore K. 304 (1778) Allegro (mi minore) Tempo di Minuetto (mi minore)
César Franck (1822 – 1890) Sonata in La maggiore per violino e pianoforte (1886) Allegretto ben moderato (la maggiore) Allegro (re minore) Recitativo-Fantasia: Ben moderato. Largamente con fantasia (la minore) Allegretto poco mosso (la maggiore)
Fritz Kreisler (1865-1962) “Lieberslied” (1910 pubbl.)
MIROSLAV SKORIK (1938-2020) “Melodia”
Auditorium Romina Trenta Casa delle Culture e della Musica Velletri
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Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone Associazione Culturale Colle Ionci FondArc
Associazione Mozart Italia sede castelli romani
Ingresso ad offerta Libera Prenotazione; tel. 3711508883 colleionci@gmail.com
."Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale."
Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975
Dopo ogni guerra
c'è chi deve ripulire.
In fondo un pò d'ordine
da solo non si fa.
C'è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.
C'è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.
C'è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c'è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.
Non è fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un'altra guerra.
Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.
C'è chi con la scopa in mano
ricorda ancora com'era.
C'è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.
C'è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.
Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.
Sull'erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c'è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.